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La Valle di Marmo , regia di Valeria e Gianni Di Claudio  ,                                     Associazione Ciak Cinematografica , in distribuzione  da gennaio 2012

                                       http://youtu.be/j9uyNI-_36c

 

                                                                                                

                                                                                                       

                         

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Immagini dal set "La Valle di Marmo" ,film regia di Valeria Di Claudio e Gianni Di Claudio . Foto di Terigio Sergiacomo .   Web design di Ruggero Pierdomenico , 2012 .  file SWF


  intervista 
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Composizione manifesto/locandina di Valeria Di Claudio 

LA VALLE DI MARMO ( presentazione dei registi  Valeria Di Claudio e Gianni Di Claudio)


La visione di questo film fa emergere nella nostra memoria la prosa secca, scarna,
puntuale di Pavese: “ Che cos’è questa valle per una famiglia che venga dal mare,
che non sappia niente della luna e dei falò?”
E ancora: “ La valle era tutto il mondo, racchiusa nelle sue colline. E sulle colline iltempo nonpassa.”
E’ il senso più profondo di questo film di Valeria, diplomata fresca del Centro
Sperimentale di Cinematografia di Roma, e Gianni Di Claudio, ambientato
nell’entroterra abruzzese nell’estate del 1944, ai tempi della ritirata tedesca, degli
sfollati dalle grandi città, delle irruzioni violente nei casolari per razziare e
violentare, della babele linguistica di genti: inglesi, tedeschi, italiani acculturati,
italiani analfabeti, il cui solo linguaggio è il dialetto, a cui il film aggiunge il
linguaggio dei segni usato dai sordi, rappresentati dal vecchio patriarca non udente.
Il centro di La valle di marmo è proprio questo grande vecchio che nonostante il
suo handicap riesce a segnare col proprio “imprinting” i famigliari, i vicini di casa e
in modo particolare i nipoti: il primo, via di casa da oltre tre anni per la guerra e il
secondo, un ragazzino che condivide con la famiglia i lavori, i problemi e
l’isolamento dei pochi esseri rinchiusi nella valle.
Come si sa, i luoghi isolati, lontani dai centri di passaggio, in tempi di guerra si
fanno rifugio per ricercati e semplici civili minacciati dai pericoli della guerra.
Ci viene in soccorso ancora Pavese:” Qui nessuno mi aspettava ad un agguato
mortale. Qui non c’era che terre e colline e bastava appiattirsi alla terra per vivere
ancora”. Su questa valle un giorno piove dal cielo un giovane paracadutista inglese ...........continua